Uno sproloquio gratuito, riflessioni alla vigilia del quarto di secolo – Fede

19 Giu

Emancipate per finta?

stamattina mi sono svegliata riflessiva, talmente riflessiva, che tornando a casa in pausa pranzo immersa nei miei pensieri, mi sono ritrovata davanti alla porta di casa senza essere passata dal benzinaio, e il risultato è che il motorino mi ha lasciata a piedi durante il rientro in ufficio.

Gli amici si sposano, figliano, convivono, comprano casa, fanno mutui, si trasferiscono, alcuni spariscono … Io? Beh, convivo da quasi 4 anni con lo Ste, senza grandi progetti a dire il vero, se non quello di vivere felice, e allargo la mia famiglia con dei meravigliosi felini dai nomi discutibili, Brioche e Cracker, che riempiono la nostra vita di golosa felicità, peli e fusa.

Più mi avvicino al quarto di secolo e più mi rendo conto di quanto le cose siano cambiate e di quanto diventeranno sempre più noiose contro il mio volere. Sarà che sono eterna ragazzina nella vita di una persona adulta, o quasi, ma io non voglio rinunciare alle uscite ignoranti con le amiche, ad andare a ballare, allo schiuma party, alla fumata in compagnia, ai pigiama party e alle lunghe chiacchierate e risate con la Pepy… non voglio sostituire le uscite con le amiche con noiosissime uscite di coppia, sì ok, una volta ci sta, due, tre, quattro volte al mese, ancora lo trovo divertente… 5 iniziano già ad annoiarmi, perchè in quei momenti non potete immaginare quanto mi piacerebbe smettere di parlare di tutto e di niente.

Per quanto riguarda la mia vita coniugale non posso lamentarmi, ho il vantaggio di vivere in una coppia, e la libertà mentale di uscire con chi voglio e quando voglio. No, non siamo una coppia aperta dal punto di vista sessuale, ma lo siamo dal punto di vista mentale, ognuno è libero di gestire serenamente il 90% della propria vita senza dovere spiegazioni all’altro. Amo. Ad un passo dal quarto di secolo e dopo 4 anni di convivenza, ammetto di essere ancora una donna di casa acerba, che si rifiuta di passare il suo tempo libero tra mutande, calzini sporchi e lavatrici, è vero qualcuno lo dovrà pur fare, ma per Dio, con moderazione! Mi rifiuto di passare le mie ore in cucina e non avere il tempo di mettermi lo smalto, e per questo sono una donna fortunata perchè ho incontrato il mio Ste. Mi rifiuto categoricamente di uscire dal lavoro alle 8 di sera e sprecare la mia serata dormendo sul divano vedendo una squallida serie tv dove tutti muoiono e risorgono su rete4 o qualsivoglia canale.

Voglio uscire, voglio vedere gente, voglio fare cose, voglio avere più tempo.

Vorrei avere più tempo libero per darmi a tutti gli sport che ancora non ho fatto e per fare tutti i corsi che vorrei frequentare, sì perchè quando ho “scelto” l’università non avevo idea di che cazzo volessi fare nella vita, adesso rimpiango tutto il tempo a rincorrere quei fottuti libri lavorando, senza che davvero me ne importasse niente, quando avrei potuto dare una svolta alla mia vita tempo fa.
C’è da dire che i recenti avvenimenti mi hanno aperto gli occhi: inutile perdere tempo in cose che non ti interessano davvero, solo perchè un giorno forse, con quella formazione potrai diventare qualcuno, perchè tanto è più probabile che alla soglia dei 50 anni morirai o soffrirai di qualche male e avrai buttato tutto nel cesso, per niente. Avrai solo perso tempo.

Mia madre ha passato la sua vita a rincorrere un riconoscimento sul lavoro, a cercare di far piacere a tutti e di far felici tutti, ad essere una perfetta donna di casa e una figlia perfetta finchè si è ammalata e ha passato 6 anni della sua vita a mettere  in discussione tutto  e tutti quelli che la circondavano per poi rinascere e trovare la svolta, la felicità. E la cosa che mi rimarrà sempre impressa è la confessione che gli anni più belli della sua vita sono stati gli ultimi 3 anni, in cui tumori, chemioterapie e ospedali erano sempre dietro l’angolo. Sono gli anni in cui ha vissuto davvero, fregandosene del giudizio degli altri, facendo quello che voleva quando voleva.

Tanto vale dunque vedere il lavoro come fonte di guadagno, con ambizione dal punto di vista del portafoglio, perchè più soldi riuscirai ad ottenere più ne potrai investire per i tuoi hobby, per le tue passioni, per la tua indipendenza, sociale e fisica.
Sì, vero, tutte sognamo l’uomo che ci possa mantenere in stile pappone, ricco sfondato sexy, bello e aitante che ci riempia di attenzioni, ma la verità è che, oltre ad essere solo per poche, quell’uomo distruggerebbe la nostra autostima e la nostra dignità, togliendoci il primordiale istinto di farcela da sole, che sia per orgoglio, che sia per trofeo, che sia per la semplice e genuina voglia di essere indipendenti.
Non voglio ridurmi MAI, o mai più, se ci riferiamo al passato, a non amarmi abbastanza dal diventare dipendente dall’uomo che ho al fianco. Ste per me è un compagno, un sostegno, una persona con cui litigare, ridere e scherzare, con cui imparare a vivere, a domare i miei istinti, a dare il meglio di me e a tirare fuori il meglio di lui e di noi, senza dover rinunciare ai miei spazi. Ste è casa.

Credo si possa essere felici mantenendo i propri spazi, le proprie amicizie, la propria personalità.. forse il rischio  a volte è di perdere qualche punto in comune, abitudini comuni e spazi comuni. vero. ma sono convinta che il rapporto diventi più reale e che lo possano essere anche i rapporti con le persone che ti circondano. Niente potrà a quel punto potrà essere di ostacolo dall’essere presente per un’amica o un amico, o per te stessa.

E sproloquio sia…

chi mi conosce lo sa, non credo nell’uguaglianza dei sessi, ci sono cose che noi donne sarebbe bene non facessimo a livello fisico, ci sono cose che sarebbe meglio gli uomini non cercassero di fare e livello mentale: siamo diversi, con propensioni diverse, con background diversi. Se ancora non veniamo considerate per l’intelligenza e le capacità che abbiamo come genere femminile è colpa nostra. Sì, è colpa tua, che te ne stai lì, ombra del tuo uomo, che non hai ambizioni se non quella di cucinare, rassettare la casa, accudire i figli, e fargli un sorriso quando rientra dal lavoro, dove è rimasto fino a tardi per scoparsi banalmente la sua segretaria. Sì è colpa tua, che non esprimi i tuoi sogni, non ci provi, o forse sei troppo stanca, troppo accaldata, troppo stupida per non renderti conto che vali, e vali quanto lui, in certi casi di più. é colpa tua che ti sei messa da parte, hai messo da parte le tue amiche, e hai portato lui e la tua relazione su un palmo di mano, dimenticandoti di tutto il resto. E ora che lui si fotte la sua segretaria cosa ti è rimasto? Nemmeno un’amica con cui piangere.

Tremendo e triste.

Dicono che le donne non sanno guidare. Vero. Buona parte delle donne non guida, non ha la patente, o non va in tangenziale o in autostrada, o semplicemente non fa viaggi lunghi senza l’uomo al suo fianco.A parte i casi in cui non avere una macchina è solo il risultato di non avere dei soldi, e non andare in tangenziale e in autostrada è solo il risultato di non avere una macchina, tutti gli altri non possono essere tollerati. Perchè non vuoi essere indipendente? Pensi che l’uomo sia forse geneticamente più portato? no, assolutamente no, lo è esattamente come te, con la differenza che è abituato a sedersi sul sedile del guidatore e guida guida, e uno e due e tre ha imparato. lo puoi fare anche tu, te ne prego.

E voi siete pronte per l’estinzione o reagirete?

Un bacio a tutte

Dalla Vostra F, Riflessiva e Moderatamente Incazzata

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Una Risposta to “Uno sproloquio gratuito, riflessioni alla vigilia del quarto di secolo – Fede”

  1. Emily 19 giugno 2013 a 16:22 #

    Reagire sempre 😉
    Concordo soprattutto con l’ultima parte, quella che riguarda la guida. Non riuscirei a vivere senza automobile e personalmente quando incontro ragazze che dicono di aver paura di guidare o di andare in certi tipi di strade, davvero non capisco…

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